Passa ai contenuti principali

Denaro fiat di stato, oro, bitcoin e libertà

DI GIOVANNI BIRINDELLI
Il giorno del centesimo anniversario della fine della Prima Guerra forse non è inutile ricordare che questa fu resa possibile dall'abbandono dello standard aureo, cioè dalla sostituzione del denaro di mercato col denaro fiat di stato: «per finanziare le guerre i governi avevano necessità di inflazionare la massa monetaria. Lo standard aureo glielo impediva, così i politici e i banchieri centrali lo impedirono per decreto» (Gary North).
Forse non è inutile ricordarlo, perché oggi usiamo ancora il denaro fiat di stato, la cui accettazione è imposta con la forza dalle stesse autorità che oggi ricordano con cordoglio le vittime del conflitto.
Forse non è inutile ricordarlo anche perché abbiamo ancora le banche centrali, che continuano a fare quello per cui sono nate e per cui gli stati hanno concesso loro i privilegi che ne permettono l'esistenza: creare sempre più denaro dal nulla per trasferire risorse dalle persone allo stato nel modo più silenzioso e vile possibile, e consentire in questo modo l'incessante espansione della macchina statale, con crisi economiche cicliche e ulteriori guerre (di cui una mondiale) come solo alcuni fra i più importanti danni collaterali.
O forse, invece, oggi è inutile ricordarlo perché, poco meno di dieci anni fa, qualcuno che lo ha ricordato ha usato il suo genio per inventare bitcoin: un denaro fiat di mercato non arbitrariamente inflazionabile e resistente alla censura statale.
Il giorno del centesimo anniversario della fine della Prima Guerra mondiale possiamo essere grati a Satoshi Nakamoto, chiunque egli sia, per aver inventato un "oro digitale" il cui uso come moneta, al contrario di quello dell'oro fisico, lo stato può vietare ma non può impedire.

Commenti

Post popolari in questo blog

LIBERTARI E ANTIPATIA

Riproponiamo l'articolo che è pubblicato sul sito di Maria Missiroli  . Le 10 principali ragioni per cui i libertari non sono carini con voi di Christopher Cantwell La gente spesso dice che i libertari sono scortesi e insopportabili. Non è un problema così diffuso come alcuni vorrebbero far credere e, contrariamente all'opinione comune, non è cominciato con me. Nell'ambito in cui il problema esiste, io sono diventato agli occhi di molti una sorta di stereotipo del libertario stronzo a cui non frega nulla dei sentimenti e delle opinioni degli altri. Così mi è venuto in mente di compilare questa lista dei motivi per cui i libertari non sono carini con gli altri. Persino i libertari che  sono  carini con gli altri, penso, si godranno questa lista, perché nonostante la loro apparenza esteriore sono altrettanto frustrati dallo statalismo degli altri di quanto siamo noi. I libertari non sono carini con voi perché:  10. Ridicolizzare funziona. Credetemi, pr...

POLITICA E NAZISMO: QUANTE COSE IN COMUNE

ARTICOLO DEL DOTT. GIOVANNI BIRINDELLI "In fondo anche Hitler voleva l'"armonizzazione" delle sue regole in Europa. Anche lui (dall'estate del 1941 in poi) si sarebbe seccato se le persone da lui perseguitate avessero potuto "delocalizzare": cioè andare dove "loro conveniva"; dove le condizioni erano meno difficili di quelle prodotte dal nazismo ad Auschwitz per esempio (cosa che dopo l'ufficializzazione della "soluzione finale" in effetti non poterono più fare). Naturalmente, il politico che vuole impedire che si "delocalizzi" non è necessariamente un nazista. Anzi, spesso è anti-nazista. A volte ha perfino la spudoratezza di auto-definirsi "liberale" o perfino "libertario". Tuttavia, come i nazisti (o come i partiti con i quali il suo è in competizione e a cui ritene di essere agli antipodi), è un socialista.  Questo vuol dire che col nazismo egli ha diverse cose in comun...

IL DENARO DEVE CIRCOLARE: NON E' VERO

Articolo del Dott. GIOVANNI BIRINDELLI Corriere.it: “I conti correnti degli italiani sfondano il muro dei 1.000 miliardi . La crisi spaventa gli italiani, il denaro non circola. Le aziende non investono e le famiglie non spendono, preferendo accumulare”. Murray Rothbard: “È pericolosamente fuorviante adottare l’abitudine di trattare il denaro come qualcosa che ‘circola’ o, peggio ancora, come qualcosa che possa essere diviso in ‘denaro circolante’ e ‘denaro improduttivo’ (idle money). Questo concetto suggerisce l'idea che il primo si muova tutto il tempo da qualche parte e che il secondo stazioni pigramente accumulandosi. Questo è un grave errore. Infatti, la ‘circolazione’ del denaro non esiste e non c’è alcuna misteriosa arena in cui il denaro si ‘muove’. In ogni istante, tutto il denaro è detenuto da qualcuno, cioè si trova nei conti di liquidità (cash balances) di questo qualcuno” [Rothbard M.N., 2009 [1962], "Man, economy and State" (Ludwig von Mi...